_DEFORMITÀ

Nel piede normale, le dita sono allineate ai 5 raggi metatarsali, rappresentandone la loro naturale prosecuzione. I 5 raggi metatarsali sono equidistanti tra loro, e si articolano alla loro estremità con le falangi delle dita, perfettamente in asse..

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Nel piede affetto da alluce valgo, il primo metatarso, a causa di una lassità legamentosa
a livello della sua base d’impianto, si allontana a ventaglio dal secondo, inclinando
la base di appoggio dell’alluce, che è costretto a deviare verso le altre dita.

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In conseguenza di ciò l’avampiede si allarga, dando vita alla caratteristica protuberanza che caratterizza tale affezione, mentre l’alluce devia verso le altre dita. Il primo metatarso e l’alluce non sono più quindi
allineati ma formano tra loro un angolo, detto di valgismo, da cui prende nome la deformità.

_CAUSE

Le cause sono sicuramente genetiche.
In qualche porzione dei nostri cromosomi, non ancora decifrata,
risiede l’informazione genetica responsabile di questa deformità.
Si può facilmente riscontrare infatti, come tutti i pazienti abbiano
in famiglia un genitore o un nonno con la stessa deformità.

L’uso di scarpe strette come comunemente si crede, è sicuramente
incompatibile ma non certamente responsabile di tale affezione,
anzi al contrario, tenendo compresso l’arco anteriore potrebbe
solo rallentare l’instaurarsi della deformità, che si caratterizza
proprio per l’allargamento a ventaglio dell’arco anteriore,
causato dall’allontanamento del primo metatarso dagli altri.

Così come il colore dei nostri occhi o la struttura delle nostre mani
alla nascita è già determinata, lo è la forma che il nostro piede
e le nostre dita assumeranno nelle varie età della nostra vita.
L’alluce valgo è pertanto una vera e propria variante anatomica
del piede, così come il piede piatto o il piede cavo.

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Alluce_Valgo_genetica

_CONSEGUENZE CLINICHE

Sono costituite sia da disturbi localizzati al piede, sia da ripercussioni posturali alle articolazioni soprastanti.
Nel piede affetto da valgismo dell’alluce, il primo metatarso si apre a ventaglio e contemporaneamente diviene ipermobile sollevandosi verso l’alto per reazione al contatto con il suolo.

_CONSEGUENZE LOCALI

DEGENERAZIONE ARTICOLARE E BORSITE

Sono costituite sia da disturbi localizzati al piede, sia da ripercussioni posturali alle articolazioni soprastanti.
Nel piede affetto da valgismo dell’alluce, il primo metatarso si apre a ventaglio e contemporaneamente diviene ipermobile sollevandosi verso l’alto per reazione al contatto con il suolo.
La prominenza metatarsale urtando inoltre contro la calzatura la deforma, creando un conflitto con la scarpa, responsabile di fastidiose borsiti che con il tempo possono ulcerarsi e infettarsi.

_METATARSALGIE

Il sollevamento dorsale del primo metatarso, che normalmente sopporta il doppio del carico rispetto agli altri,
provoca la cosiddetta sindrome da insufficienza del primo raggio, con sovvertimento strutturale dell’avampiede
e sovraccarico del secondo e terzo raggio.
Clinicamente tale alterazione si manifesta con comparsa di dolore e callosità a livello delle teste metatarsali centrali.
La spinta dell’alluce contro le dita ne provoca con il tempo il loro incurvamento.
Quando tale atteggiamento persiste nel tempo, la deformità si struttura, dando vita al cosiddetto dito a martello.
Inoltre la spinta laterale e dorsale esercitata dall’alluce, crea la perdita dei rapporti anatomici della base del dito
con il metatarso corrispondente, fino alla completa lussazione.
Clinicamente ciò si manifesta con comparsa di dolore a livello metatarso falangeo e ulteriore sovraccarico
della testa metatarsale, per la perdita di contatto con il suolo da parte del dito.

_CONSEGUENZE POSTURALI

L’ipermobilità del primo raggio metatarsale fa si che esso, ad ogni passo , sotto l’azione del carico si sollevi verso l’alto, appiattendo così l’arco longitudinale interno e provocando la rotazione verso l’interno del piede (pronazione). Questo movimento di pronazione si trasmette attraverso le articolazioni dell’arto inferiore a tutto l’apparato muscolo scheletrico, influenzando la postura, cioè l’allineamento dei vari segmenti corporei lungo la linea di gravità.
Trascinato dalla torsione del piede l’arto inferiore ruota internamente, provocando attraverso i legamenti dell’anca l’inclinazione in avanti del bacino, che a sua volta modifica la curvatura della colonna aumentando la curva lombare (iperlordosi). Questo assetto posturale crea delle incongruenze articolarii dando vita a delle manifestazioni cliniche che caratterizzano i pazienti affetti da alluce valgo. Si può infatti parlare di una vera e propria sindrome da alluce valgo che si caratterizzza da:

Tendenza al valgismo delle ginocchia con dolore della faccetta rotulea interna del ginocchio
Rigidità delle anche con limitazione della loro rotazione interna
Accentuazione della curva lombare con presenza di lombalgia cronica

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_CHIRURGIA PERCUTANEA AVANZATA DEL PIEDE

_TECNICA CHIRURGICA

Si tratta di un perfezionamento della tecnica percutanea di prima generazione
messo a punto dal gruppo di ricerca Europeo di chirurgia mininvasiva di cui faccio
parte (GRECMIP), che ha migliorato in modo sostanziale la tecnica originale inventata
da Sthephan Isham, padre spirituale della filosofia mininvasiva.
Tale tecnica consente risultati superiori e con minor possibilità di complicanze rispetto
alla tecnica originale di Isham:

Questi infatti i principali vantaggi:
Possibilità di correggere piedi anche con notevole grado di deformità, superiori
cioè ai 18 gradi di angolo intermetatarsale, limite della chirurgia di prima generazione.

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Eliminazione del problema della rigidità articolare, complicanza frequente della tecnica di Isham
che provoca problemi nella pratica sportiva e nelle donne difficoltà ad indossare scarpe con tacco alto.
Mantenimento della formula metatarsale grazie alla fissazione stabile con eliminazione delle complicanze
legate all’accorciamento del primo raggio consistenti soprattutto in possibile comparsa di dolore
da sovraccarico del secondo metatarso.

La nuova tecnica prevede lo stesso
strumentario e lo stesso accesso percutaneo mentre le osteotomie
sono completamente differenti.

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Non prevede infatti l’asportazione dell’eccesso sporgente della testa metatarsale mediante abrasione
e il suo secondario raddrizzamento, ma consiste invece, dopo aver individuato mediante scopia
il punto esatto dove eseguire l’interruzione scheletrica, nell’esecuzione sempre attraverso un semplice foro,
di un’osteotomia a coda di rondine della prima testa metatarsale (chevron)
, la stessa usata nella chirurgia tradizionale,
che ci permette mediante l’introduzione di una leva di riposizionare la testa metatarsale facendola traslare
verso l’interno del piede, in modo da restringere l’arcata anteriore del piede ripristinando allo stesso
tempo i corretti rapporti articolari con la falange.

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Solitamente stabilizziamo poi con una microvite in titanio o in materiale riassorbibile la correzione ottenuta,
mentre nei casi più lievi ricorriamo ad una la semplice fasciatura.
Spesso associamo un’osteotomia di Akin della falange e nei casi più severi correggiamo anche alla base
l’inclinazione del primo metatarso fondendo l’articolazione cuneo metatarsale (procedura di Lapidus percutanea).

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RISULTATI

 

La scelta della tecnica adatta a ciascun caso specifico permette di ottenere risultati ottimi sia da un punto di vista estetico ma soprattutto funzionale.

 

RESTRINGIMENTO DELL’AVAMPIEDE
La scomparsa della protuberanza e della borsite metatarsale determinano il restringimento dell’avampiede con scomparsa del conflitto con la calzatura,
con possibilità di indossare scarpe strette e con tacchi.

 

RIALLINEAMENTO DELL’ALLUCE
Corregendo il metatarso, l’alluce ritrova la sua base d’appoggio ottimale e pertanto si riallinea, cessando la sua spinta deformante contro le altre dita
e ripristinando la normale configurazione estetica del piede.

 

CONSERVAZIONE DELLA FUNZIONALITÀ ARTICOLARE
Il rispetto assoluto dell’articolazione durante il procedimento chirurgico permette il mantenimento della normale mobiità articolare, spesso sacrificata
da tecniche inadeguate o da esecuzioni chirurgiche troppo invasive, fondamentale invece per il normale svolgimento del passo.

 

RIPRISTINO DEL CORRETTO APPOGGIO
Il riallineamento delle teste metatarsali a livello dell’arco traverso anteriore, elimina la dorsalizzazione del primo metatarso sotto l’azione del carico
e il conseguente movimento di iperpronazione del piede.
Il riallineamento posturale che ne consegue comporta dopo l’intervento una sensazione di stabilità e di maggior efficienza psicofisica,
con miglioramento delle prestazioni sportive.

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INFORMAZIONI SULL’INTERVENTO

PROCEDURA

 

 

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ANESTESIA
Blocco dei nervi alla caviglia previa sedazione.
in modo da renderla assolutamente indolore. L’impiego di anestetici a lunga durata d’azione permette inoltre il controllo del dolore post-operatorio con mantenimento
della mobilità del piede.

 

 

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DEGENZA
L’operazione non necessità di ricovero ordinario, venendo eseguita in regime di day-hospital, con dimissione la sera stessa della seduta chirurgica,
anche in caso di intervento ai due piedi contemporaneamente.

 

 

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COSTI
Il Dr. Massimo Drommi opera in cliniche private altamente qualificate ed è convenzionato con tutte le compagnie assicurative quindi i pazienti
in possesso di polizze sanitarie possono usufruire della formula a convenzione diretta sia per l’intervento che per la visita.
Il Dr. Massimo Drommi opera inoltre in regime convenzionato con il sistema sanitario nazionale presso la casa di cura M.D. Barbantini di Lucca.
Per ulteriori chiarimenti contattare il numero 333.500.58.28

POST OPERATORIO

Recupero Post operatorio

PRIMA SETTIMANA
Il trattamento chirurgico viene eseguito di solito in regime day-
hospital, non essendo necessario ricovero,
anche in caso di procedura bilaterale. Lo stesso giorno dell’inter-
vento, con l’uso di calzature post-operatorie, è possibile poggiare
i piedi in terra per eseguire piccoli spostamenti in casa, strettamen-
te necessari per l’igiene personale (5 spostamenti al giorno da
60 passi alla volta). Non c’e’ bisogno di utilizzare le stampelle.
A riposo i piedi operati devono essere mantenuti in lieve elevazio-
ne. La fasciatura post-operatoria e le scarpe post-operatorie tipo
PODALUX (un paio, anche nel caso in cui viene operato soltanto un
piede) vengono indossate per 4 settimane. In quel periodo la fa-
sciatura viene sostituita 2-3 volte da un membro della mia equipe.

SECONDA – QUARTA SETTIMANA
Dalla seconda settimana il paziente può raddoppiare il numero
degli spostamenti consentiti, da 10 al giorno, sempre da
60 passi. Deve mantenere i piedi in elevazione quando non
cammina. Dopo 4 settimane il bendaggio viene rimosso. Il piede
può essere bagnato e possono essere indossate calzature comode
con la tomaia alta e morbida. Il paziente incomincia a camminare
normalmente senza limitazioni.
Può uscire e fare passeggiate.
Può riprendere la guida.
E’ vietata la corsa per altri due mesi, ma si può ritornare in palestra
per iniziare tutte le attività sportive che non la includano. Il nuoto
è particolarmente consigliato.

SECONDO MESE
Il piede è ancora leggermente edematoso, specie in corrispondenza
del primo metatarso. Può essere utile un ciclo di 15 sedute di
fisioterapia che accellera i tempi di recupero. Non è comunque
indispensabile. Nel periodo invernale è utile indossare calze
elastiche a gambaletto a punta aperta da 140 denari invece d’estate
una fascia metatarsale.

DOPO IL TERZO MESE
Verrà eseguito un controllo radiografico per confermare l’avvenuta
consolidazione dell’osteotomia. A questo punto può essere iniziata
l’attività sportiva comprendente la corsa.

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PRE E POST OPERATORIO

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SOSTITUIRE
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DOTT. MASSIMO DROMMI

CHIRURGO ORTOPEDICO – SPECIALISTA IN PATOLOGIA E CHIRURGIA DEL PIEDE

 

 

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