Alluce Valgo Chirurgia: cura del piede, cura dell'alluce valgo, correzione alluce valgo
curriculum professionale come fare per una visita informazioni sull'intervento contatti
CHIRURGIA PERCUTANEA Interventi a pazienti fuori regione VIDEO
LA CHIRURGIA ATTUALE

Si caratterizza rispetto alle tecniche demolitive del passato per il suo aspetto assolutamente conservativo.

Comprende diverse metodiche che hanno come obiettivo il riallineamento del primo raggio mediante la traslazione della testa del primo metatarso, vero cardine di tale deformità, verso il secondo, nel completo rispetto dell’articolazione.

Questo viene ottenuto mediante piccole osteotomie, ovvero sezioni di precisione, effettuate direttamente sull’osso, in modo da ottenere una correzione geometrica dell’angolo di valgismo.

Si distingue quindi dalle tecniche precedenti, Keller, Regnaud  etc.) per l’assoluto rispetto dell’articolazione, che viene riallineata e riorientata, ma senza demolire le sue componenti, in modo da mantenere la funzionalità ed evitare la degenerazione artrosica tipica della chirurgia del passato.


Osteotomia “chevron“ del metatarso combinata con
Osteotomia falangea secondo Akin. 

Una tecnica che utilizziamo frequentemente a questo scopo, e’ l’osteotomia “chevron“, molto diffusa negli Stati Uniti dove e’ stata ideata da Austin, ovvero un'incisione a coda di rondine della testa del primo metatarso, che ne permette la traslazione stabile verso il secondo.

Il vantaggio di tale tecnica rispetto alle altre osteotomie usate, come ad esempio la “scarf”, anch’essa molto utilizzata in  Italia e in Francia, e’ quello di non essere invasiva, di poter essere effettuata con una minima incisione cutanea e capsulare e soprattutto di essere stabile grazie alla sua configurazione ad incastro, permettendo una consolidazione rapida e la concessione immediata dell’appoggio del piede.

L’osteotomia chevron può essere completata nelle deformità più severe, come nel caso a fianco, con l’asportazione di un piccolo cuneo osseo della falange, (osteotomia di Akin), o di un'ulteriore osteotomia alla base del metatarso.

 

Per stabilizzare momentaneamente l’osteotomia si possono usare diversi mezzi di sintesi, di solito microviti.

Personalmente non utilizziamo mezzi  metallici, solitamente usati in questo tipo di chirurgia, ma una vite di materiale riassorbibile (polilattato).


LA CHIRURGIA PERCUTANEA
E’ l’approccio più recente a tale tipo di patologia.

Messa a punto in Spagna, consiste nella correzione Chirurgica mediante appositi strumenti, simili a quelli usati in odontoiatria, applicati attraverso un foro percutaneo praticato sotto alla protuberanza, senza nessuna incisione chirurgica.


Mediante una fresa a turbina, sotto il controllo di un amplificatore di brillanza, si asporta la protuberanza ossea e si effettuano delle osteotomie correttive simili a quelle praticate nella chirurgia a cielo aperto. Non viene usato nessun mezzo di sintesi, e la correzione e’ mantenuta da semplici bendaggi post–operatori.
Trova indicazione  in casi ben selezionati in cui la deformità non superi determinati valori angolari.


Da non confondere con la chirurgia percutanea e’ la tecnica
Di Bosch, comunemente chiamata dai pazienti “la tecnica con il ferretto”, recentemente molto diffusa in Italia per la velocita’ e la semplicita’ di esecuzione.

Consiste nell’eseguire attraverso una piccola incisione cutanea l’osteotomia e la traslazione della testa metatarsale, mantenendo la correzione con un filo di kirschner per 40 giorni.

Personalmente non la utilizziamo, in quanto per  l’eccessiva traslazione e l’eccessiva instabilita’ dell’osteotomia  necessita di un lungo periodo di guarigione e può dar luogo a complicanze quali ritardi  e vizi di consolidazione, oltre alla  frequente comparsa di metatarsalgia sul secondo metatarso per lo spostamento del carico su di esso.

Inoltre il “ferretto” lasciato per 40 gg. fuori dalla cute e’ mal sopportato dai pazienti e crea rigidita’ articolare.

Emanuele Chiesa - Web Design - Promozione sui motori di ricerca